02 luglio 2010
Amici per l' Abruzzo???????
Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una
scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non
pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo
Loro non scrivono voi fate girare
10:54 Scritto da : folliper in sfoghi | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: abruzzo, terremoto, bertolaso | OKNOtizie |
|
Facebook
25 maggio 2010
Come nasce un vigneto parte7°
Eccoci ad un' altra puntata nel mio vigneto. Le piccole gemme di aprile hanno ormai preso il largo e si stanno sviluppando a pieno regime. Ne lascerò solo tre per ogni pianta e le altre le toglierò per non sovraccaricare la crescita. A settembre, ne resterà solo una. Quella più verticale possibilmente. Si intravede anche un grappolo di uva, che si sta formando. Questo è stato possibile perchè la gemma si è sviluppata sul ramo tagliato, che era cresciuto l' anno precedente. Sui getti nuovi che partono direttamente dal fusto, non si sviluppano i grappoli.
15:54 Scritto da : folliper in Viticoltura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: vigneto, vino | OKNOtizie |
|
Facebook
25 aprile 2010
Come nasce un vigneto parte 6°
25 aprile 2008 - 25 aprile 2010
Inizia il terzo anno di vita delle piantine. Avevo lasciato il campo in ottobre, con tutti i filari ricoperti dalla segatura e l' erba tagliata. E' stato un inverno freddo e non tutte le piante hanno resistito. Con la fase del germogliamento, ho riscontrato che 30 piantine non si sono risvegliate dal letargo e le ho sostituite. Durante il mese di marzo, ho acquistato il filo e i tiranti per completare i filari. Il filare è diviso in tre zone orizzontali dai fili che hanno 2 diversi spessori: a 70 cm dal terreno, ho messo il filo calibro 16 che sosterrà i madieri. Nei successivi 90 cm ho tirato i due fili calibro 14 ad una distanza di 45 cm circa tra uno e l' altro. Questi due fili, servono alla vigna per "aggrapparsi" durante lo sviluppo. Successivamente metterò i fili per fissare le reti. Ma di questo ne parleremo la prossima volta. In fine ho riposizionato tutti i supporti verticali messi l' anno scorso, e li ho legati al primo filo. A questi legherò le piantine a mano a mano che cresceranno, per dargli una posizione il più possibile verticale.
Le barbatelle, sono state tutte potate a 2 gemme, ma durante il germogliamento ne sono spuntate altre, pertanto il lavoro da fare in questi giorni è stato quello di togliere quasi tutte le gemme e lasciarne solo 3 per non affaticare la pianta. Se si tolgono le gemme nella fase iniziale dello sviluppo, la pianta non ne risente. Se invece si aspetta troppo, si deve intervenire con le fobici, creando per ogni gemma asportata, una ferita che oltre ad far soffrire la pianta, permette agli agenti esterni di intaccare il legno ancora tenero. Per agenti esterni, intendo insetti o funghi che creano malattie di cui se ne parla su molti siti.
Dalle tre gemme che si svilupperanno, ne sceglierò una che formerà il fusto della pianta. Credo di poterlo fare già con la potatura estiva, o comunque prima dell' inverno così il tralcio tenero non avrà difficoltà a piegarsi orizzontalmente sul filo. Forse quest' anno dovrebbero svilupparsi anche i primi grappoli, essendo cresciuti sul tralcio dello scorso anno. Vedremo. Di certo non avrò una produzione al 100% per almeno 2 anni.
16:28 Scritto da : folliper in Viticoltura | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: vigneto, barbatelle, uva, vivaio, flavescenza d'orata, mal dell'esca | OKNOtizie |
|
Facebook
25 febbraio 2010
Campionati Italiani Indoor - Ancona
Domenica 21 febbraio 2010
Ancona Campionati italiani di atletica indoor 800 metri
Ugo Piccioli Cappelli vince la medaglia di bronzo
Ho deciso di correre questi 800 metri solo domenica mattina perché non conoscevo le mie reali condizioni di forma per 3 motivi:
-
avevo impostato la mia preparazione per correre solo i 400 metri.
-
ero già stanco del viaggio in auto ad Ancona, ben 500 km e oltre 5 ore di viaggio
-
avevo già corso il sabato sera i 400
Mi sono presentato alla partenza senza alcun tempo di iscrizione (l’ultima gara sugli 800 l’avevo corsa nel lontano 1990) e pertanto sono stato inserito nella batteria più debole. Per me questa gara era tutta un’incognita e non avevo alcuna pretesa di medaglia. In base ai tempi di iscrizione dei miei avversari sapevo comunque di essere il migliore della mia batteria. Come si vede dal video, ho fatto tutta la gara da solo riuscendo ad impostare passaggi costanti da 32’’ a giro e finendo in 2’09’08. Non è facile correre tutta la gara da soli, specie un 800 indoor. Il tempo mi ha soddisfatto, considerato che oltretutto era la prima volta che correvo su una pista di 200 metri. Sono quindi rimasto in trepida attesa di verificare i tempi delle altre 2 batterie. La 2°batteria è stata vinta da un atleta Bolognese (Trombetti) con il tempo di 2’08’’86. Non vi dico come ero incazzato per essermi fatto superare di soli 22 centesimi. Nella terza batteria c’erano gli atleti più forti con il favoritissimo D’Agostino. Questi pazzi hanno impostato una gara tattica ad un ritmo incredibilmente lento perché nessuno voleva “tirare”. Passaggio ai 400 in 68’’ ed io inizio a leccarmi le dita. A quel punto, resosi conto del ritmo troppo lento, tutti aumentano l’andatura e dopo aver corso gli ultimi 200 metri in 28’’ vince D’Agostino con il tempo di 2’08’’49. Non vi dico quanta felicità dentro di me e quanta rabbia, perché per un nonnulla (soli 59 centesimi) potevo diventare Campione Italiano e beffare tutti. Se fossi stato inserito nella batteria dei migliori avrei potuto far valere la mia maggior velocità rispetto a tutti gli avversari. Ma va bene così. Dopo 17 anni di totale inattività e con soli 6 mesi di allenamenti, in fondo nemmeno ci speravo in questa medaglia di bronzo che mi stimola per continuare. Ora mi preparerò bene per i Campionati Italiani all’aperto che si disputeranno allo stadio Olimpico di Roma il 9-10-11 giugno e finalizzerò solo gli 800 che è da sempre la gara nella quale riesco ad esprimere meglio le mie potenzialità”
Ugo Piccioli Cappelli
09:54 Scritto da : folliper in Atletica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: ugo piccioli cappelli, ancona, campionati italiani atletica, 800 metri indoor, bronzo | OKNOtizie |
|
Facebook




