11 maggio 2012
Ugo sfiora il record italiano al Meeting di Chiasso
Ecco il video della mia gara sui 600 corsi ieri a Chiasso.
Sapevo di stare bene e sono sceso in pista convinto di fare un buon tempo.
Giovedì nel fare un allungo di rifinitura avevo avvertito un leggero fastidio alla coscia e mi ero subito fermato. Ieri nella fase di riscaldamento pre-gara non ho avvertito nessun problema.
Dopo un centinaio di metri dalla par...tenza ho sentito una fitta alla coscia. Ho perso concentrazione e mi è venuta la tentazione di fermarmi per non aggravare ulteriormente la situazione, tuttavia essendo il 600 una gara che raramente si corre durante la stagione, ho deciso di rischiare e continuare, anche perché stavo andando molto bene. Nel proseguo della gara non ho più avvertito dolori, tuttavia sono stato costantemente in ascolto delle mia gamba facendo gli scongiuri affinchè non arrivasse lo stiramento. Passaggio ai 200 in 27’’60 e ai 400 in 56’’20. Ho chiuso gli ultimi 200 in poco meno di 30’’ facendo segnare il tempo di 1’25’’86. Sapevo di valere meno di 1’27’’ ma non di certo un tempo del genere. Tenuto conto che il record italiano è di 1’24’’4 che resiste dal lontano 2003, ho fatto davvero una grandissima prestazione. Forse se avessi corso con la mente più libera rispetto al problema fisico, avrei potuto avvicinarmi ulteriormente al record italiano. Sono davvero stra-felice del risultato ottenuto che dedico interamente al mio allenatore Avigo Stefano che è grandissimo sotto tutti i punti di vista e mi sta stimolando un casino.
Ora spero di recuperare al più presto la contrattura. Questo risultato mi dà la giusta consapevolezza e convinzione che sono sulla strada giusta per poter migliorare ulteriormente le mie prestazioni. Il mio obiettivo è sempre quello di scendere sotto il muro dei 2 minuti sugli 800
10:35 Scritto da: folliper (Webmaster) in Atletica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: ugo piccioli cappelli, atletica bergamo 59, meeting chiasso, atletica paratico | OKNOtizie |
|
Facebook
25 aprile 2012
Come nasce un vigneto capitolo finale
25 aprile 2004 - 25 aprile 2012
8 anni sono ormai trascorsi da quando mio padre ha lasciato questo mondo per un mondo spero migliore. Aveva l' hobby della vitivinicoltura e mi ha lasciato in eredità un terreno con un centinaio di piante che siccome non ne capivo niente e non sapevo nemmeno come si faceva una fascina, pensavo fosse Merlot. Qui nella nostra zona, la Valle di Adrara, si parla spesso di Merlot e Cabernet, quindi non so perchè ma decisi che quel vigneto era di Merlot. Da allora, la mia vita è cambiata e nei precedenti post sulla vitivinicoltura, vi ho spiegato più o meno tutto quello che è successo in questi 8 anni. Mancano ancora alcuni dettagli che vi dirò adesso.......poi però vi assicuro che beviamo un bicchiere di vino!!!
Intanto ad oggi, le piante che prima erano 120, sono diventate 800. Io e mio fratello gestiamo alcuni vigneti di persone che per un motivo o per l' altro non hanno più tempo di seguirli. Il nostro, vigneto, non è Merlot, bensì Franconia, e nel post precedente vi ho anticipato che ho provato a fare il Rosè.
Siccome una ciliegia tira l' altra, ho incominciato un corso per assaggiatore di vino all' ONAV e devo dire che è molto interessante.
C'è però anche il retro della medaglia, ecco perchè ho detto prima "mondo migliore", perchè qui in Italia, la burocrazia, ti taglia le gambe, se non sei nato con la camicia, sei tagliato fuori. Vi spiego meglio. Il mio è un hobby, ma di fatto produco una bevanda, che potrebbe anche dare un reddito seppur minimo, atto a coprire almeno i costi di produzione. Mi sono recato all' ufficio della Coldiretti, per avere informazioni su come poter regolarizzare la mia produzione, ma a quanto pare costa di più un pezzo di carta che tutto il resto. Di fatto i terreni che coltivo non sono miei, pertanto servirebbe un contratto di affitto e quindi altra carta. Poi ci sono le tasse perchè giustamente produco un reddito, ma anche qui, le uscite, sarebbero maggiori delle entrate. A questo proposito se qualcuno sa darmi delle dritte, lo ringrazio anticipatamente.
In questi giorni abbiamo imbottigliato e creato 2 etichette che danno alla bottiglia quel tocco in più, del resto provate a immaginare una donna con un bel vestito.............spesso è più intrigante con un vestito che senza, ma non siamo qui a parlar di moda!
Una volta che le botti erano vuote, le abbiamo portate fuori dalla cantina e abbiamo incominciato un lavoro di allargamento. La mia cantina ha una parete di roccia, (anche questo è un vanto) per l' invidia di molti produttori di vino! Grazie sempre all' eredità di mio padre, un martello pneumatico, ci ha aiutato in questo lavoro che ci ha permesso di guadagnare qualche metro cubo per avere più agio nelle manovre di vendemmia, svinatura, e travasi. Oltre al fatto che quest' anno la produzione di vino, dovrebbe aumentare per effetto della maggior produzione del vigneto di Cabernet di cui vi ho parlato nei post precedenti quindi dovremmo acquistare un' altra botte in acciaio. Un amico poi mi ha promesso una Barrique e come potevo dirgli di no??????
Vi avevo promesso che al termine avremmo bevuto un bicchiere di vino.......eccolo........aprite la bottiglia che preferite!!!!! Buon vino a tutti e buon 25 aprile!
09:20 Scritto da: folliper (Webmaster) in Viticoltura | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
| Tag: onav, vigneto, franconia, cabernet souvignon, merlot, rosato, rosè | OKNOtizie |
|
Facebook
15 marzo 2012
Piccioli Ugo: ad un passo dalla vittoria
Eccomi rientrato dai campionati Italiani di Ancona.
Alla fine è arrivata un’ importante medaglia di bronzo ma che avrebbe dovuto e potuto essere d’oro. Sapevo di essere in forma e di essermi allenato molto bene. Sono quindi partito convinto e consapevole di quello che valevo e ho gareggiato per vincere. Mi sono così trovato fin dal primo metro in testa alla gara conducendo il ritmo. I passaggi ai 200 e 400 sono stati buoni ma non velocissimi (31’’ ai 200 e 63’’03 ai 400). Il terzo 200 l’ho fatto in meno di 30’’. Stavo molto bene sia di gambe che di fiato. Arrivato ai 250 metri finali ho dato un’importante cambio di ritmo e gli avversari hanno così perso contatto. Mi è rimasto dietro il solo Bonfiglioli (argento il giorno prima sui 1500 dietro al mio amico-allenatore e grandissimo Avigo Stefano) . Mi sono così presentato sul rettilineo d’arrivo in testa; a 30 metri dal traguardo, improvvisamente, mi è arrivato nelle gambe una fortissima botta di acido lattico che mi ha letteralmente bloccato. A quel punto Bonfiglioli mi ha superato per poi a sua volta impiantarsi a 10 metri dal traguardo. Nel frattempo aveva recuperato terreno il campione italiano in carica Telesca il quale, come un falco, ha superato sia me che Bonfiglioli proprio sul filo di lana beffandoci tutti e 2. Che dire, ho fatto una bellissima gara, se avessi vinto avrei meritato un bel 10 e lode. Il rammarico e la rabbia è stata davvero tanta, tuttavia un terzo posto non è certo da buttare, considerato che corro contro atleti che hanno anche 3 anni meno di me. Inoltre ho migliorato la posizione dello scorso anno.
Mi è piaciuto molto il mio modo di correre, ho dimostrato molto coraggio, personalità, voglia di vincere, ho dato tutto senza risparmio, sono stato grintoso e generoso, mi sono buttato senza tanti calcoli, ho corso istintivamente: questo sono io e va bene così. Del resto io mi sento più un "Salvatore Antibo" piuttosto che un "Alberto Cova". Mi prendo questa medaglia che mi dà tanti altri stimoli per fare sempre meglio, cercherò di vincere la prossima volta trasformando la mia attuale rabbia in maggiore forza. Comunque dentro di me la vittoria l’ho già ottenuta: avere condotto tutta la gara in quel modo in un campionato italiano, mi ha permesso di provare le stesse sensazioni di quando nelle categorie giovanili ho vinto 60 gare dettando sempre io il ritmo fin dal primo metro. Ho vissuto delle bellissime e intense sensazioni.
Ancona suscita in me dei bellissimi ricordi che non sono solo legati strettamente alle prestazioni sportive. Sicuramente essere tornato ad Ancona quest'anno in altre condizioni psicologiche ha per me avuto un sapore molto particolare e molto contrastante. La nostalgia e le emozioni hanno sicuramente preso il sopravvento su tutto ciò che mi circondava. E' stato giusto in tal senso aver vissuto pienamente i sentimenti che tengo ancora dentro il mio cuore.
E' giusto vivere intensamente ciò che fa parte di me!
Ringrazio tutti coloro che hanno fatto il tifo e mi hanno sostenuto in questi giorni.
Ringrazio il mio allenatore nonché rivale Avigo Stefano per la grande preparazione tecnica e per gli stimoli che mi ha trasmesso. Senza di lui non sarei mai riuscito ad allenarmi in questo modo e anche nelle condizioni atmosferiche proibitive di questo inverno.
Vorrei infine esaltare le qualità della regina dello sport, ovvero l’atletica.
Bastava essere ad Ancona in questi 3 giorni per rendersi conto quello che persone di una certa età possono ancora fare a livello di prestazione atletica, alla faccia dei giovani che sono sempre stanchi e non sanno più saltare ne’ correre. Credereste mai che vostro nonno di 92 anni riuscirebbe a correre 200 metri in meno di 40 secondi come riesce a fare Ugo Sansonetti? Ma tralasciando la bontà delle prestazioni atletiche, dovevate vedere la grande voglia di primeggiare e battere l’avversario in persone di 50/60/70/80/90 anni.L’atletica è una maestra di vita perché otteniamo sempre quello che abbiamo seminato ed è frutto del nostro sudore. In atletica se ti alleni è automatico migliorarsi. L’atletica fa bene a livello fisico. L’atletica è sicuramente il più grande ed economico antidepressivo e permette a tutti di mettere in gioco se’ stessi facendo uscire risorse fisiche e mentali inimmaginabili.
In fondo è il nostro bambino che è dentro di noi che vuole uscire, tornare a divertirsi, gareggiare, giocare, primeggiare e correre. Solo dando il giusto spazio al nostro bambino possiamo davvero stare bene ed essere pienamente felici a qualsiasi età.
10:00 Scritto da: folliper (Webmaster) in Atletica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: ugo piccioli cappelli, atletica, ancona, campionati italiani atletica | OKNOtizie |
|
Facebook



